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Calepino del G.A.L. Serre Calabresi/Alta Locride

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Contrasto allo spopolamento: in campo 42 milioni di euro

Le graduatorie del Progetto integrato di sviluppo regionale (Pisr) “Contrasto allo spopolamento”, approvate dalla Giunta Regionale, sono state presentate ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta all’hotel Guglielmo di Catanzaro. Il programma, con una dotazione di 42 milioni di euro, si attua attraverso cinque Pisl finanziati, uno per Provincia.pisl1

Chiusa la fase della programmazione e della progettazione, si apre adesso, per i territori interessati e le amministrazioni locali, quella dell’attuazione. Che naturalmente richiede ai comuni, in particolare i capofila, la sottoscrizione in tempi rapidi dell’accordo di programmazione negoziata e l’apertura dei cantieri. I sindaci di questi piccoli centri, con meno di 1500 abitanti, dispongono ora di una buona opportunità di imprimere un cambio di marcia alle loro comunità. Grazie alle risorse europee sarà possibile riqualificare immobili, aree e infrastrutture degradate o sotto utilizzate, innescare processi virtuosi di sviluppo demografico/imprenditoriale, e la diffusione di un modello di crescita auto-sostenibile.

Il Pisl della nostra provincia (“Il Paese che non c’è…”: 32 i progetti ritenuti ammissibili e 25 quelli finanziati su un totale di 42) dispone di una dotazione finanziaria di 6,7 milioni di euro. Punta alla realizzazione di un “Distretto delle Diversità”, che sia polo di riferimento regionale per la diffusione della cultura dell’inclusione. Prevede programmi di accoglienza rivolti a persone con abilità diverse, famiglie in difficoltà, anziani, immigrati. Vuole implementare interventi educativi, sociali, formativi e di ricerca, fornendo altresì occasioni di svago, apprendimento e lavoro.

La tempistica che lo attende è molto stretta: entro il 31 dicembre del 2013 è necessario definire impegni di spesa giuridicamente vincolanti, ed entro il 31 dicembre 2015 i lavori dovranno essere completati. L’Unione Europea non ammette deroghe.

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Spopolamento: incontro a Torre di Ruggiero

Con la presentazione degli elaborati del Pisl Il Paese che non c’è” agli uffici della Regione, non si è fermato il lavoro sul territorio per dare concretezza alle azioni di contrasto allo spopolamento. Dopo la conferenza stampa convocata nella sede della Comunità Montana Fossa del Lupo, a Chiaravalle C.le, tocca ora al Comune Capofila, Torre di Ruggiero, riunire un tavolo, nella propria sala consiliare, per un necessario confronto sulle prospettive del Piano, la sua attuazione e la sua gestione. Giovedì 26 luglio, alle ore 10,00, si ritroveranno i partner istituzionali e privati, i tecnici del Gal Serre Calabresi che tanta parte hanno avuto nella messa a punto del progetto e nel calibrarne la portata concettuale (oltre che economica e finanziaria), le strutture di assistenza tecnica regionale e del Formez. La novità più interessante, potenzialmente in grado di imprimere quella virtuosa accelerazione che quasi sempre offre il guardare “con altri occhi” e da diverse angolazioni, è rappresentata dalla richiesta di adesione al Pisl avanzata dall’ASR, Associazione nazionale di Sviluppo Rurale che ha sede a Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. Il gruppo umbro ha maturato una corposa esperienza nelle strategie del contrasto allo spopolamento, declinate soprattutto, secondo una prospettiva innovativa, come politiche dell’accoglienza, che provano a far collimare le esigenze della popolazione locale con quelle dei potenziali nuovi residenti. Questo approccio promette di incrociarsi in maniera feconda con la logica di profondità che la direzione tecnica del Gal Serre Calabresi ha inteso assegnare al Pisl spopolamento, nel tentativo di configurarlo non tanto come mero contenitore di una serie di recuperi edilizi privi di un unico filo rosso conduttore, ma piuttosto come strumento capace di innescare una prospettiva di medio e lungo termine per arrivare alla realizzazione, nel territorio, di un vero e proprio distretto della diversità. Questa ambizione nuova, entusiasmante per il suo portato sociale e culturale oltre che economico, rischia di operare un rovesciamento virtuoso di alcune attitudini consolidate, e di proporre una possibilità permanente nel tempo. Rappresenta probabilmente il valore aggiunto più consistente di questo programma, che se trovasse sostegno e coronamento potrebbe aprire scenari insperati di miglioramento della qualità della vita nel nostro territorio sempre più spopolato.

Presentato il Progetto del PISL “Il Paese che non c’è…”

L’incartamento del PISL “Il Paese che non c’è”, piano integrato di sviluppo locale attuativo del PISR “Contrasto allo Spopolamento” (POR Calabria 2007/2013), è stato consegnato ieri mattina all’Ufficio Protocollo del Dipartimento Regionale della Programmazione Nazionale e Comunitaria, a conclusione di un lungo e  difficoltoso lavoro di progettazione coordinato dalla struttura del Gal Serre Calabresi.

Il Piano, che prevede un investimento totale che supera gli 11 milioni di Euro, è articolato, per ciò che riguarda la provincia di Catanzaro, in sei Progetti Locali, e coinvolge i comuni di Albi, Amato, Andali, Argusto, Belcastro, Cenadi, Centrache, Gagliato, Jacurso, Marcedusa, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Motta Santa Lucia, Olivadi, Petrizzi, San Floro, San Sostene, Sellia, Sorbo San Basile, e Torre di Ruggiero. E’ un programma che mira alla realizzazione di un vero e proprio Distretto di interesse più che regionale, capace di innescare e gestire preziose iniziative dal forte carattere sociale, soprattutto rispetto alla questione (così centrale, a ben guardare, anche sul piano del contrasto allo spopolamento) dell’accoglienza delle persone con abilità diverse, in difficoltà, con storie di immigrazione. Rispetto a tali problematiche il Piano nasce già come autentico laboratorio di ricerca-azione sulle problematiche della marginalità, e si propone come efficace strumento per concrete azioni educative, sociali, formative e politiche, funzionali al rafforzamento della cultura della diversità, della solidarietà, dello sviluppo sostenibile.

Sebbene le risorse del PISL, in questa prima fase, risultino soprattutto indirizzate al recupero e alla riqualificazione di strutture edilizie esistenti, l’orizzonte del progetto è intrinsecamente molto più ampio, e lascia intravvedere inedite prospettive di attivazione di risorse sociali, economiche, culturali, finora inespresse dal territorio. Forse proprio per questo, la consegna del Pisl agli uffici della Regione è stata accompagnata dalla soddisfazione generale di tutti i soggetti coinvolti. A questo punto, il successo reale dell’iniziativa sarà inevitabilmente legato alla capacità delle comunità, nell’accezione più ampia, di accoglierne e condividerne lo spirito e la prospettiva, il suo portato più sostanziale.

L’Arch. Guido Mignolli ha relazionato, nella sala consiliare dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, davanti ai rappresentanti del Partenariato di Progetto che hanno approvato la proposta del PISL, ripercorrendo l’impegnativo processo di individuazione dei fabbisogni territoriali e illustrando gli obiettivi, le strategie e gli investimenti previsti dal progetto. Ha così giustamente raccolto l’apprezzamento unanime per l’eccellente lavoro di coordinamento tecnico svolto da tutta la Struttura del GAL Serre Calabresi. Anche Giuseppe Pitaro, Sindaco di Torre di Ruggiero, Comune Capofila del PISL, ha palesato il proprio compiacimento per il risultato raggiunto ed ha ringraziato il GAL per il supporto e il sostegno ricevuto. Non resta che sperare, adesso, in una rapida approvazione definitiva da parte dell’Organismo regionale di un progetto così complesso e rilevante, mentre cresce, attorno al Piano, un interesse sempre più di livello nazionale, e il Partenariato promette di arricchirsi con ulteriori, qualificate, adesioni.

Segnali nuovi dal GAL Serre Calabresi

La sala consiliare della Comunità montana “Fossa del lupo”, a Chiaravalle Centrale, ha di nuovo ospitato l’assemblea dei soci del Gal Serre Calabresi, chiamata prima di tutto, in questa occasione, ad approvare il primo bilancio della nuova gestione del presidente Renato Puntieri.

Aprendo i lavori, Puntieri ha richiamato gli impegni presi lo scorso anno, all’indomani del suo insediamento, sottolineando il superamento di quelle che allora erano state presentate come criticità da affrontare con prontezza (riduzione delle spese eccedenti, a partire da quelle telefoniche e per rimborsi chilometrici; ricomposizione del capitale sociale disponibile), per un indispensabile cambio di rotta. I dati riassuntivi restituiscono un esercizio 2011 chiuso in pareggio, e che tuttavia contiene, pur in presenza di costi straordinari, una sostanziale riduzione (circa il 40%) delle spese di gestione.

Anche il trasferimento a Chiaravalle della sede operativa del Gal di 2° livello, e la riorganizzazione della struttura tecnico-amministrativa, sono decisioni che vanno nella direzione di un uso più attento delle risorse disponibili, e mirano a una più incisiva gestione delle numerose attività che il Gal è chiamato a coordinare: mentre prosegue l’iter del GAC Medio Jonio (programma del Fondo Europeo della Pesca, promosso insieme al Gal “Valle del Crocchio” e che interessa un ampio territorio costiero da Belcastro a Guardavalle), il PISL Spopolamento ha dato al Gal conferma del peso e del valore del suo ruolo nel territorio, e lo ha mostrato capace, dopo diverse riunioni preliminari con i ventidue comuni della provincia coinvolti, di giungere alla sottoscrizione del protocollo d’intesa a pochi giorni dalla pubblicazione del bando.

Nel prosieguo dell’assemblea, si è avuto un rendiconto sullo stato di attuazione del PSL Terrae Nostrae, il banco di prova più impegnativo su cui misurare le possibilità e la concretezza del Gal. Da Iter Vitis, progetto di cooperazione transnazionale che ha visto, tra le altre cose, la partecipazione del Gal alle fiere organizzate in Francia a febbraio e a marzo di quest’anno, ai progetti sui terrazzamenti e i percorsi in aree forestali, ai dodici progetti già valutati per agriturismi e fattorie aperte, ad altrettanti da valutare per la creazione di imprese commerciali e di servizio. Oltre, naturalmente, agli interventi a regia diretta del Gal, che impegneranno la struttura nei prossimi mesi. Il tutto mentre all’orizzonte si profilano nuove opportunità per privati ed enti pubblici, e l’avvio dei progetti relativi alle microfiliere.

Ma a Chiaravalle non si è ragionato soltanto di progettazione e di bandi: è emersa l’esigenza, anche alla luce delle note vicende dello scorso anno, di fare dei patti sociali un documento più sobrio e più chiaro, meno suscettibile di interpretazioni che rischiano di mandare in situazione di stallo l’intera struttura. I soci sono stati invitati a riguardare lo statuto, e ad avanzare, anche per mezzo di Internet, proposte che possano essere portate in discussione. Si è affermata la necessità di utilizzare sempre più in continuità, e con convinzione, gli strumenti telematici della comunicazione: è vitale per il Gal farsi conoscere, e per tutti gli altri attori sul territorio è fondamentale la disponibilità a fare rete, condividendo rapidamente e in sicurezza ogni possibile informazione su opportunità, eventi, nuove normative, modalità di accesso ai fondi, in una prospettiva di reciprocità idonea a innescare, mettendo a frutto competenze e capacità di programmazione, chance di sviluppo “orizzontale”.

L’assemblea ha lasciato dietro di sé sensazioni positive. Il Gal Serre Calabresi sembra di nuovo una struttura in buona salute, dinamica, in crescita, capace di programmare e mettere in cantiere, secondo una tempistica ragionevole, iniziative concrete per lo sviluppo locale. La stessa mattinata di lavori assembleari, in una giornata che coincideva con il ponte del 1° Maggio, pare un segnale nuovo, non “tradizionale”. E questo Gal potrebbe riuscire davvero a sollecitare nella giusta direzione gli equilibri del territorio, coordinando l’impegno di soggetti diversi in progetti collettivi, e riuscendo finalmente a liberare e a far emergere un “capitale sociale” ben più importante di quello tradotto in numeri nelle colonne di un bilancio.