SCALtramente

Calepino del G.A.L. Serre Calabresi/Alta Locride

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Scaltramente chiude

Scaltramente, “calepino” del Gal Serre Calabresi/Alta Locride, si ferma qui, al termine di un percorso durato tre anni e mezzo.

Era partito il 30 aprile 2012, con un articolo che intendeva dare il benvenuto ai segnali di cambiamento e di innovazione che allora giungevano dal Gruppo di Chiaravalle.

Prendendo in prestito le parole di Sartre che recensisce Carlo Levi, potremmo dire che è servita, per pensarlo e tenerlo in piedi, “molta semplicità, e una sorta d’innocenza. E coraggio, anche … Perché scrivere è comunicare questo incomunicabile: l’universalità singolare.”

Da qui in avanti, le notizie dal Gal alla pagina  serrecalabresialtalocride.it

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SCALtramente: analisi del 2014

Le statistiche di WordPress.com restituiscono un rapporto annuale 2014 per questo sito.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. “Scaltramente” è stato visitato circa 12.000 volte nel 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Semenze di sviluppo nel Roccella Jazz Festival

Come musica che affonda le proprie radici in una tradizione sofferente, e nello stesso tempo suggerisce una via d’uscita verso la leggerezza, per la sua natura elegante ma non altera, il Jazz possiede tutti i requisiti per essere considerato un buon investimento di economia della conoscenza.

Da oltre trent’anni il Festival Jazz di Roccella rappresenta uno dei precipitati più significativi delle capacità progettuali, organizzative e di innovazione che il nostro territorio può esprimere. Un “evento unico”, come lo definisce a buon diritto il Piano di Sviluppo Locale Terrae Nostrae, che attribuisce a merito dell’Associazione Culturale Jonica, e della sua “costante opera”, l’aver fatto di Roccella un punto di intersezione e di “incontro mondiale”.

Se si ritiene che – in virtù di una dinamica solo apparentemente antinomica – siano proprio gli “anelli deboli” del sistema sociale, i giovani e le donne soprattutto, i soggetti più aperti e disponibili all’innovazione, nonché quelli che attendono con maggior urgenza di poter valorizzare il proprio capitale umano e poter dare forma alle proprie capacità e aspirazioni, basta forse osservare il pubblico locale del Festival di Roccella per comprendere come, attraverso un evento così cospicuo, passino diverse buone occasioni e strumenti per il superamento di tante marginalità. Ma anche – di conseguenza – diverse potenzialità liberatorie, possibilità di inclusione sociale e di feconda conservazione dell’ambiente e del territorio. Che sono, del resto, obiettivi fondamentali di tutti gli strumenti di pianificazione e i progetti di sviluppo. Compreso il Piano Strategico della Locride, che in effetti pone decisa attenzione a tali questioni. Forse anche da qui passa la via per “soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere quelli delle generazioni future”.

Il Festival può vantare, proprio in riferimento agli strumenti di pianificazione citati, ulteriori prerogative: ha offerto a questo territorio la possibilità di una comunicazione su “scala globale”, e lo ha posto in relazione con mercati lontani, facendolo partecipare a una rete internazionale di cooperazione culturale; su scala regionale è riuscito a mandare in fermentazione l’intera area attorno a Roccella, dilatandone le capacità attrattive e ottenendo di allungare significativamente la stagione turistica; ha contagiato le comunità vicine costringendole in qualche modo a superare, nel riconoscimento dei singoli ambiti, vecchi campanilismi. Ha costruito, di fatto, un laboratorio di crescita di rete e di sistema, offrendo ragioni e speranze a chi ancora crede nell’esistenza di possibilità nascoste e inesplorate, e coltiva visioni di sviluppo e di futuro. Rimane una testimonianza straordinaria della necessità irrinunciabile, per poter costruire efficaci processi di maturazione, di letture sempre nuove e coraggiose del territorio, dei suoi fenomeni e dei suoi bisogni.