SCALtramente

Calepino del G.A.L. Serre Calabresi/Alta Locride

Books

Politiche, governance e innovazione per le aree rurali
2006, 636 p., brossura
Cavazzani A.; Gaudio G.; Sivini S.
Edizioni scientifiche Italiane (Collana Inea. Studi e ricerche)

Lo studio analizza alcune tra le più importanti tematiche che negli ultimi anni hanno interessato i processi di cambiamento delle aree rurali: le politiche, la governance e l’innovazione. Tra i principali contributi innovativi della ricerca si segnalano gli approfondimenti teorici e metodologici sulle nozioni di sviluppo rurale, modello post-produttivistico dell’agricoltura, governance, partenariato, relazionalità sociale. Nella prima parte del volume sono discussi diversi problemi connessi con l’elaborazione e l’applicazione delle politiche di sviluppo rurale e con il condizionamento degli interessi economici e politici consolidati. Nella seconda parte, particolare attenzione è stata prestata alle capacità di adattamento del sistema di governance locale, attraverso un approfondimento dei meccanismi Istituzionali che ne regolano lo sviluppo nei contesti rurali, articolati in termini di analisi teorica, ricerca empirica e proposte operative. La questione del partenariato è stata approfondita attraverso specifiche indagini empiriche sulle diverse esperienze maturate nel quadro dell’attuazione, in alcune aree marginali, dei programmi LEADER. Nella terza parte sono introdotte nuove prospettive di analisi, che si stanno esprimendo a livello di ricerca teorica ed empirica, nei diversi contesti europei. Nella quarta parte sono infine raccolti contributi che analizzano diverse forme di innovazione per lo sviluppo rurale, con riferimento all’analisi di specifiche esperienze. (Recensio da ibs.it)

**************************************************************************************faros************ La natura dell’eros
1997, 208 p., brossura, 2 ed.
Filoteo Faros
Servitium (Collana Ecumene)

Filoteo Faros, teologo greco, consulente nell’Human Resource Institute di Boston e presso l’ospedale della Croce Rossa di Atene, tenta, in questo libro, il chiarimento di una materia tanto complessa quanto imprescindibile. Con uno stile brioso e vivace si misura con l’universo e la questione dell’eros, dal travisamento del suo concetto (oggi dominante) alla sua vera natura che ha dimensioni, individuali e relazionali, profonde ed estatiche.

Un argomento, quindi, apparentemente fuori posto nella biblioteca “ideale” di un GAL. In realtà un testo che finisce per ragionare a tutto tondo di sviluppo e di innovazione: non solo perché restituisce un’immagine della donna, dell’orizzonte femminile, molto lontana da quella ancora prevalente nella nostra cultura (il PSR Calabria 2007-2013 comprende una sezione dedicata alla promozione delle pari opportunità), ma soprattutto perché si trasforma in un vero e proprio manuale dello sviluppo locale quando rileva come sia difficile, oltre le nostre visuali e convinzioni, la ricerca (e ancor più l’accettazione) di punti di vista diversi o contrari. Un’opera animata dalla persuasione che la più autentica soluzione dei problemi sia la problematizzazione ulteriore, un invito a distanziarsi da ciò che merita di essere definitivamente abbandonato per aprirsi al “sospetto” e alla progettazione di qualcosa di sempre diverso. Una salutare lettura per tutti quelli che – a vario titolo – intendono “coltivare futuro”. (Recensio di Pasquale Cosentino)

“[…] Prendiamo parte alla formazione del futuro grazie alla nostra capacità di capire, di rispondere alle nuove possibilità e di trasferirle dal pensiero alla prassi. Questo è il processo dell’eros attivo […]” (p. 55).

**************************************************************************************************

felicePerché il Sud è rimasto indietro
2014, 264 pp., Euro 16,00
Emanuele Felice
il Mulino, Collana Contemporanea

«I meridionali sono privati non soltanto della libertà: la libertà di poter decidere del proprio destino, che solo un reddito decente, una buona istruzione, la fruizione di diritti collettivi e personali consentono. Sono privati anche della verità, quella di poter capire perché sono a questo punto, quali le ragioni, le eventuali colpe e di chi»

L’Italia è divisa in due: Pil pro capite, condizioni di vita, diritti sociali, libertà civili dicono che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Italia e all’Europa. Perché? Alcune spiegazioni parlano addirittura di una diversità genetica dei meridionali, o risalgono alla monarchia normanna; altre puntano il dito contro il Nord colpevole di aver sfruttato un Sud che prima dell’Unità sarebbe stato florido e avanzato; o chiamano in causa una sfavorevole collocazione geografica. Secondo Felice, sono state le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Al Sud occorre dunque modificare la società, spezzando le catene socio-istituzionali che la condannano all’arretratezza. (Recensio da mulino.it)

Appendice statistica

Emanuele Felice insegna Storia economica nell’Università Autonoma di Barcellona. Con il Mulino ha pubblicato «Divari regionali e intervento pubblico. Per una rilettura dello sviluppo in Italia» (2007).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: