SCALtramente

Calepino del G.A.L. Serre Calabresi/Alta Locride

Scaltramente chiude

Scaltramente, “calepino” del Gal Serre Calabresi/Alta Locride, si ferma qui, al termine di un percorso durato tre anni e mezzo.

Era partito il 30 aprile 2012, con un articolo che intendeva dare il benvenuto ai segnali di cambiamento e di innovazione che allora giungevano dal Gruppo di Chiaravalle.

Prendendo in prestito le parole di Sartre che recensisce Carlo Levi, potremmo dire che è servita, per pensarlo e tenerlo in piedi, “molta semplicità, e una sorta d’innocenza. E coraggio, anche … Perché scrivere è comunicare questo incomunicabile: l’universalità singolare.”

Da qui in avanti, le notizie dal Gal alla pagina  serrecalabresialtalocride.it

Annunci

Al via i corsi per la qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale

Sono partiti ieri, 7 ottobre, i corsi di formazione per Imprenditore Agricolo Professionale (I.A.P.), organizzati dal Gal Serre Calabresi/Alta Locride che, com’è noto, è soggetto accreditato presso la Regione Calabria per attività di formazione professionale.hotel imperial

I corsi sono parte della strategia di sostegno alla partecipazione locale nei processi di sviluppo e all’innovazione nel recupero dei mestieri tradizionali, e sono previsti dalla Misura 331 (Formazione e Informazione) del PSR Calabria 2007-2013.

Il Gal ha attivato, in questo caso, due percorsi formativi, ciascuno dei quali sarà proposto in doppia edizione: un corso “A”, dal profilo più generale (riferimenti normativi e gestione dell’azienda, colture arboree ed erbacee, impianti e meccanizzazione, zoologia e ambiente, marketing e sicurezza), e un corso “B”, dedicato alle microfiliere dell’area delle Serre Calabresi e dell’Alta Locride (miele, nocciola, bergamotto, vitigni storici, maiale nero, latte d’asina, fico sanflorese).

corso 2La durata complessiva dell’attività formativa è di 250 ore (per un impegno previsto di 30 ore settimanali). Tutte e quattro le edizioni dei corsi si terranno presso l’Hotel Imperial di Chiaravalle Centrale, e presso la FOCS di via Allaro a Caulonia.

A conclusione della fase didattica, o nel corso della stessa, gli iscritti avranno l’opportunità di realizzare un’esperienza operativa presso un’azienda agricola del territorio, e di svolgere un’attività di project work seguiti da un tutor aziendale.

La possibilità di chiedere la partecipazione ai corsi era riservata agli imprenditori agricoli privi della qualifica professionale di IAP, di età compresa fra i 18 ed i 65 anni, con priorità ai giovani imprenditori intenzionati a insediarsi per la prima volta in una azienda agricola o titolari di una richiesta di finanziamento legata alle misure previste nel PSR Calabria 2007/2013.

[post correlato: Corsi IAP 12 agosto 2015]

La manifestazione “Nocciola d’Oro” a Cardinale

Domenica 27 settembre 2015, a Cardinale (CZ), si terrà la manifestazione “Nocciola d’oro”, promossa dal GAL Serregalnocciola Calabresi/Alta Locride in collaborazione con il  Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria” e i Comuni di Cardinale e Torre di Ruggiero.

L’evento, nell’ambito delle azioni previste nel PSL “Terrae Nostrae”, rientra tra quelli organizzati in sintonia con i temi dell’alimentazione di Expo 2015, e si assegna l’obiettivo di promuovere il nostro territorio a partire da un prodotto che – autentico e caratteristico patrimonio –  per eccellenza e qualità punta al riconoscimento IGP.

Il programma di iniziative predisposto è particolarmente ricco, a partire dalla funzione celebrata, con i parroci di Cardinale e di Torre, nella Chiesa San Nicola di Bari, passando per il dibattito e la riflessione di una tavola rotonda con partecipazione di esperti, autorità e produttori, fino ai momenti più propriamente gastronomici, il coinvolgimento di maestri pasticcieri e gelatieri, la premiazione del concorso di pasticceria amatoriale, la degustazione di prodotti a base di nocciola e l’intrattenimento musicale.

Gli sforzi per il rilancio dell’economia, anche attraverso la nocciola e la sua storia secolare in questo territorio, lasciano intravedere un successo che, nel tempo, si consolida.

Il Consorzio di Valorizzazione e Tutela di Calabria, fondato nel 2008, ha fatto notevoli passi in direzione della crescita. Da qualche anno è stato inserito nel circuito nazionale Associazione “Città della nocciola”, e nel maggio scorso il Comune di Torre di Ruggiero ne ha ospitato l’assise con i  produttori provenienti dalle principali regioni a vocazione corilicola. La nocciola del Consorzio è stata ospitata all’interno del Mercato Metropolitano a Milano, e tra pochi giorni, sempre nel capoluogo lombardo, si troverà al centro di una manifestazione presso la Vigna di Leonardo, come prodotto rappresentativo – assieme al miele – dell’eccellenza delle aree del Gal Serre Calabresi.

Tuttavia, i produttori devono affrontare diverse sfide importanti, nell’immediato e per il futuro: a partire dalla questione dei cinghiali (che da quasi un decennio provocano seri danni alle coltivazioni) fino a quello che sembra essere il passo veramente decisivo, la trasformazione del prodotto.

Su queste prospettive, queste necessità, e questi obiettivi, risulterà senz’altro utile il confronto di domenica prossima, a cui parteciperanno, tra gli altri, Renato Puntieri, presidente del Gal Serre Calabresi/Alta Locride, Giuseppe Marra, sindaco di Cardinale, Giuseppe Pitaro, sindaco di Torre di Ruggiero, Giuseppe Rotiroti, presidente del Consorzio “Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria”, Piero Martelli, vicepresidente del Consorzio, e Domenico Cosentino, curatore della manifestazione e giornalista enogastronomico.

locandina nocciola d'oro

Tavolo territoriale per l’Agricoltura Sociale

23 luglioSi è tenuto il 23 luglio scorso, presso la sede del Gal a Chiaravalle, nell’ambito del progetto di Cooperazione CASO e in collaborazione con l’Associazione Acli/Politeia, un incontro finalizzato alla creazione di un Tavolo territoriale per l’Agricoltura Sociale.

L’iniziativa – che ha portato alla firma di una convenzione con gli operatori nel campo dell’inclusione e dell’accoglienza rurale, ed ha prodotto una bozza di disciplinare utile a ripensare le relazioni con persone dotate di abilità diverse – mira a uno spazio permanente di confronto e concertazione attraverso il quale una pluralità di soggetti, ciascuno con un proprio ruolo e responsabilità (privati, associazioni, cooperative, imprese, Gal) concorrono alla governance territoriale di un sistema di agricoltura sociale.23 luglio 2

L’obiettivo è la condivisione e la sottoscrizione di un Protocollo per la promozione di strumenti in grado di favorire coesione sociale, sostenibilità e partecipazione nei processi di sviluppo locale. Una collaborazione che nasce dall’intento di consolidare una rete associativa che opera nel tessuto socio-educativo, riabilitativo, nel settore agricolo e turistico.

Il GAL a Faye D’Anjou per la conferenza sull’Enoturismo in Europa

OLYMPUS DIGITAL CAMERAFra oltre 170 delegati, per i quali sembrava assolutamente normale partecipare ai lavori senza defilarsi, senza telefonare, senza distrazioni fuori tema, abbiamo probabilmente intuito subito che c’erano diverse cose da esplorare, e da imparare. Ed “esploratori” è stata proposta come traccia, per esperienze di questo tipo. Esploratori di una specie particolare: epicurei, cacciatori di gusto, e di sensazioni. Rispetto a “cultivons les plaisirs”, e “cultivons l’émotions”, il nostro slogan “coltiviamo futuro” sarà sembrato troppo sfumato, troppo generico. Per riempirlo di contenuti concreti servirà la messa a punto di più cose, la cui attenta osservazione giustifica, da sola, la partecipazione a un progetto di cooperazione.

Tutto, o quasi tutto, in questi ambiti, passa dalla capacità di cambiare – attraverso il confronto con le applicazioni altrui – le proprie abitudini. Concepire una diversa organizzazione della pietra (come hanno detto i portoghesi) pur lasciando che essa rimanga “pietra”. Così, nel resoconto delle differenti esperienze messe in pratica nei paesi europei coinvolti, si è aperto, per tutti, un ventaglio di possibilità tra loro spesso integrate e, entro certi limiti, integrabili.

L’ Europa dei vigneti  è composta da più di tre milioni d’ettari di paesaggio coltivato, che sono l’identità dei singoli territori.  Il turismo, durevole e sostenibile, affonda le proprie radici nella storia e nutre le fronde della vita concreta delle persone su quelle aree. Le vigne, così concepite, partecipano veramente alla ricchezza naturale e culturale dell’Europa. Vivono del lavoro di donne e uomini che sembrano instancabili, appassionati,  formati professionalmente, innamorati.

Noi abbiamo fatto esperienza di raziocinio, pulizia, armonia, allegria, euritmia. Abbiamo camminato tra vigneti che si perdevano oltre lo sguardo e l’orizzonte, su tutti e quattro i lati. Ordinati, precisamente allineati, luminosi anche nelle mattinate più grigie. Che cosa sortirà da tutto questo, dal confronto tra l’esperienza dell’industria turistica francese, il coraggio diversificato di spagnoli e portoghesi, i nostri primi, timidi, tentativi, è presto per dirlo. L’istituto Europeo degli Itinerari Culturali assicura coordinazione e assistenza tecnica, anche per quanto riguarda la diffusione delle informazioni: per ogni euro investito nel vino un euro e mezzo andrebbe investito per l’informazione. Anche perché, secondo un pensiero di Leonardo da Vinci opportunamente citato,  se qualcosa viene scritta, o addirittura vissuta, è probabile che non si dimenticherà mai.

Rimane, questa incursione della delegazione del GAL nella Valle della Loira, un’esperienza preziosa, da mettere a frutto. L’impressione netta è che i concetti di scambio, cambiamento, reciprocità, lontano dalla Calabria siano parola “viva”, e non crampi del linguaggio a cui restituire forma e contenuto. Le eccellenze del passato rischiano di incuriosire sempre meno. Tuttavia le nostre slide sono quelle che hanno attirato maggior attenzione. Anche per questo (e non solo per questo) resta da ringraziare (giacché è sfuggito, a differenza di quanto avvenuto in altri gruppi) la Dott.ssa Monica Mollo, Responsabile della Cooperazione Transnazionale. Integrum opus animavit.

link utili:

http://www.leader-layon-saumurois.fr/actions_de_cooperation,10,142.html

http://www.leader-layon-saumurois.fr/images/uploaded/LEADER/TR%204%20-%20italiens.pdf

http://www.itervitis.com

http://www.translayon.fr

(Ri)nasce il COE, Comitato per l’Organizzazione degli Eventi

Si è tenuta ieri, a Chiaravalle, nella sede del GAL, l’assemblea dei soci del Comitato per l’Organizzazione degli Eventi, per una discussione a partire dalla quale l’importante organismo punta alla ripresa delle proprie attività.

Erano presenti, tra gli altri , i rappresentanti dei comuni di Guardavalle, Gagliato, Olivadi, Sant’Andrea Ionio, Amaroni, e San Floro. Per ascoltare, prima di tutto, dal presidente Renato Puntieri, un’appassionata ricognizione delle attività passate, e la manifestazione della sua scrupolosa volontà di non cumulare un ruolo di vertice nel COE con quello di Presidente del Gal serre Calabresi-Alta Locride.

E’ emersa la proposta di offrire la presidenza al prof. Manlio Vendittelli, del Dipartimento DATA, dell’Università degli studi “La Sapienza” di Roma, in considerazione della sua conoscenza del territorio della Calabria e dell’impegno sui temi della pianificazione e dello sviluppo per la nostra regione, nonché della volontà più volte manifestata di coinvolgimento nei processi della partecipazione sociale. Il GAL, come noto, ha nei mesi scorsi firmato una convenzione con il Dipartimento al fine di avviare un percorso strutturato di studio, ricerca, progettazione sui temi dello sviluppo rurale e poter dare la massima efficacia all’attuazione del PSL Terrae Nostrae. La possibilità di coinvolgere il COE in tale percorso potrebbe offrire prospettive di contesto più ampie al lavoro dell’associazione.

Francesco Paparo, Direttore Tecnico, che ha condotto le attività del COE nell’ambito della trascorsa programmazione dei fondi comunitari, ha illustrato in sintesi il cammino fin qui percorso, ricordando  alcune pregevoli iniziative realizzate e le difficoltà – faticosamente ma egregiamente superate – di recupero del cofinanziamento privato.

L’Assemblea, all’unanimità, ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo, composto da Emilio Dominijanni (Comune di Sant’Andrea Ionio), Francesco Montepaone (Guardavalle), Luigi Ruggiero (Amaroni), Francesco Fodaro (Gagliato), e Manlio Vendittelli (Università “La Sapienza” di Roma). Considerate le responsabilità scientifiche e di ricerca che trattengono a Roma il Prof. Vendittelli, l’assemblea ha stabilito che quest’ultimo assumerà funzioni di presidente e responsabile scientifico, mentre toccherà ad Emilio Dominijanni il mandato di vice presidente e amministratore delegato, con rappresentanza legale dell’associazione nei confronti di terzi. Essendo il COE chiamato ad imminenti impegni operativi, i partecipanti hanno proposto al Direttore Tecnico Paparo di accettare la riconferma e di garantire una celere acquisizione dei meccanismi di funzionamento dei progetti e delle metodologie di lavoro, proprio alla luce dei risultati, per nulla scontati, raggiunti in passato.

A questo punto della riunione, la presidenza dell’assemblea è stata assunta da Emilio Dominijanni, che ha ringraziato tutti per la fiducia ricevuta, ed ha voluto esprimere la sua piena soddisfazione per poter operare al fianco del Prof. Vendittelli, noto per le sue doti umane e scientifiche.

Approvazione definitiva del PSL del GAC Medio Ionio

Con decreto del  1 agosto 2012 è stata resa pubblica, da parte della Regione Calabria, l’approvazione definitiva del Piano di Sviluppo Locale presentato dal costituendo GAC (Gruppo di Azione Costiera) Medio Ionio, primo nel punteggio tra quelli finanziati (con una spesa preventivata e ammessa a contributo di 2.902.000 euro) e che interessa 20 Comuni  lungo tutta la fascia costiera che va da Belcastro a Guardavalle.

Il Gal Serre Calabresi e il GAL Valle del Crocchio sono al lavoro da tempo su questo programma, ed avevano presentato, a giugno del 2011, la candidatura per l’accesso alle risorse legate al FEP (Fondo Europeo della Pesca) che prevedono il finanziamento di piani strategici di sviluppo locale delle zone costiere. Alla definizione del Piano del GAC Medio Ionio sono stati chiamati a contribuire, attraverso una fase di concertazione e di discussione nel territorio,  nella logica della programmazione dal basso, partner pubblici e privati, i protagonisti del settore ittico (pescatori e loro cooperative, acquacoltori singoli e associati, industrie di lavorazione e associazioni del settore), nonché gli altri soggetti rappresentativi della realtà sociale, economica ed ambientale del territorio (operatori turistici, del commercio e della  cantieristica, associazioni culturali ed ambientali).

Venerdì 7 settembre prossimo, alle ore 16.00, nella sala consiliare del Comune di Montepaone Lido, è prevista un’assemblea dei partner (chiamata tra l’altro all’approvazione dello Statuto del soggetto giuridico che gestirà l’attuazione del PSL) alla quale è invitato a partecipare ogni altro soggetto interessato alla valorizzazione del settore della pesca. Ambito che pure attraversa un periodo di crisi, ma che deve essere considerato come un sistema di territorio, complesso, vario e delicato, che può offrire, con gli opportuni interventi infrastrutturali, alle amministrazioni pubbliche, alle imprese, ai lavoratori, concrete opportunità di rilancio e di futuro.

Il GAC Medio Ionio punta dunque alla strutturazione e all’organizzazione di queste attività, con massima attenzione agli aspetti della qualità della produzione e del collegamento con il mercato locale, visto nelle sue possibilità di integrazione con il sistema del turismo rurale del territorio. Più che giustificata la soddisfazione di Francesco Colosimo Presidente del GAL Valle del Crocchio, capofila del partenariato di progetto GAC, e di Renato Puntieri, Presidente del GAL Serre Calabresi. Grazie all’eccellente lavoro svolto dalla struttura tecnica di entrambe le Agenzie, alla loro competenza e capacità di sinergia, la prima parte di questa essenziale scommessa appare vinta.

Spopolamento: incontro a Torre di Ruggiero

Con la presentazione degli elaborati del Pisl Il Paese che non c’è” agli uffici della Regione, non si è fermato il lavoro sul territorio per dare concretezza alle azioni di contrasto allo spopolamento. Dopo la conferenza stampa convocata nella sede della Comunità Montana Fossa del Lupo, a Chiaravalle C.le, tocca ora al Comune Capofila, Torre di Ruggiero, riunire un tavolo, nella propria sala consiliare, per un necessario confronto sulle prospettive del Piano, la sua attuazione e la sua gestione. Giovedì 26 luglio, alle ore 10,00, si ritroveranno i partner istituzionali e privati, i tecnici del Gal Serre Calabresi che tanta parte hanno avuto nella messa a punto del progetto e nel calibrarne la portata concettuale (oltre che economica e finanziaria), le strutture di assistenza tecnica regionale e del Formez. La novità più interessante, potenzialmente in grado di imprimere quella virtuosa accelerazione che quasi sempre offre il guardare “con altri occhi” e da diverse angolazioni, è rappresentata dalla richiesta di adesione al Pisl avanzata dall’ASR, Associazione nazionale di Sviluppo Rurale che ha sede a Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. Il gruppo umbro ha maturato una corposa esperienza nelle strategie del contrasto allo spopolamento, declinate soprattutto, secondo una prospettiva innovativa, come politiche dell’accoglienza, che provano a far collimare le esigenze della popolazione locale con quelle dei potenziali nuovi residenti. Questo approccio promette di incrociarsi in maniera feconda con la logica di profondità che la direzione tecnica del Gal Serre Calabresi ha inteso assegnare al Pisl spopolamento, nel tentativo di configurarlo non tanto come mero contenitore di una serie di recuperi edilizi privi di un unico filo rosso conduttore, ma piuttosto come strumento capace di innescare una prospettiva di medio e lungo termine per arrivare alla realizzazione, nel territorio, di un vero e proprio distretto della diversità. Questa ambizione nuova, entusiasmante per il suo portato sociale e culturale oltre che economico, rischia di operare un rovesciamento virtuoso di alcune attitudini consolidate, e di proporre una possibilità permanente nel tempo. Rappresenta probabilmente il valore aggiunto più consistente di questo programma, che se trovasse sostegno e coronamento potrebbe aprire scenari insperati di miglioramento della qualità della vita nel nostro territorio sempre più spopolato.

Semenze di sviluppo nel Roccella Jazz Festival

Come musica che affonda le proprie radici in una tradizione sofferente, e nello stesso tempo suggerisce una via d’uscita verso la leggerezza, per la sua natura elegante ma non altera, il Jazz possiede tutti i requisiti per essere considerato un buon investimento di economia della conoscenza.

Da oltre trent’anni il Festival Jazz di Roccella rappresenta uno dei precipitati più significativi delle capacità progettuali, organizzative e di innovazione che il nostro territorio può esprimere. Un “evento unico”, come lo definisce a buon diritto il Piano di Sviluppo Locale Terrae Nostrae, che attribuisce a merito dell’Associazione Culturale Jonica, e della sua “costante opera”, l’aver fatto di Roccella un punto di intersezione e di “incontro mondiale”.

Se si ritiene che – in virtù di una dinamica solo apparentemente antinomica – siano proprio gli “anelli deboli” del sistema sociale, i giovani e le donne soprattutto, i soggetti più aperti e disponibili all’innovazione, nonché quelli che attendono con maggior urgenza di poter valorizzare il proprio capitale umano e poter dare forma alle proprie capacità e aspirazioni, basta forse osservare il pubblico locale del Festival di Roccella per comprendere come, attraverso un evento così cospicuo, passino diverse buone occasioni e strumenti per il superamento di tante marginalità. Ma anche – di conseguenza – diverse potenzialità liberatorie, possibilità di inclusione sociale e di feconda conservazione dell’ambiente e del territorio. Che sono, del resto, obiettivi fondamentali di tutti gli strumenti di pianificazione e i progetti di sviluppo. Compreso il Piano Strategico della Locride, che in effetti pone decisa attenzione a tali questioni. Forse anche da qui passa la via per “soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere quelli delle generazioni future”.

Il Festival può vantare, proprio in riferimento agli strumenti di pianificazione citati, ulteriori prerogative: ha offerto a questo territorio la possibilità di una comunicazione su “scala globale”, e lo ha posto in relazione con mercati lontani, facendolo partecipare a una rete internazionale di cooperazione culturale; su scala regionale è riuscito a mandare in fermentazione l’intera area attorno a Roccella, dilatandone le capacità attrattive e ottenendo di allungare significativamente la stagione turistica; ha contagiato le comunità vicine costringendole in qualche modo a superare, nel riconoscimento dei singoli ambiti, vecchi campanilismi. Ha costruito, di fatto, un laboratorio di crescita di rete e di sistema, offrendo ragioni e speranze a chi ancora crede nell’esistenza di possibilità nascoste e inesplorate, e coltiva visioni di sviluppo e di futuro. Rimane una testimonianza straordinaria della necessità irrinunciabile, per poter costruire efficaci processi di maturazione, di letture sempre nuove e coraggiose del territorio, dei suoi fenomeni e dei suoi bisogni.

Presentato il Progetto del PISL “Il Paese che non c’è…”

L’incartamento del PISL “Il Paese che non c’è”, piano integrato di sviluppo locale attuativo del PISR “Contrasto allo Spopolamento” (POR Calabria 2007/2013), è stato consegnato ieri mattina all’Ufficio Protocollo del Dipartimento Regionale della Programmazione Nazionale e Comunitaria, a conclusione di un lungo e  difficoltoso lavoro di progettazione coordinato dalla struttura del Gal Serre Calabresi.

Il Piano, che prevede un investimento totale che supera gli 11 milioni di Euro, è articolato, per ciò che riguarda la provincia di Catanzaro, in sei Progetti Locali, e coinvolge i comuni di Albi, Amato, Andali, Argusto, Belcastro, Cenadi, Centrache, Gagliato, Jacurso, Marcedusa, Martirano, Martirano Lombardo, Miglierina, Montauro, Motta Santa Lucia, Olivadi, Petrizzi, San Floro, San Sostene, Sellia, Sorbo San Basile, e Torre di Ruggiero. E’ un programma che mira alla realizzazione di un vero e proprio Distretto di interesse più che regionale, capace di innescare e gestire preziose iniziative dal forte carattere sociale, soprattutto rispetto alla questione (così centrale, a ben guardare, anche sul piano del contrasto allo spopolamento) dell’accoglienza delle persone con abilità diverse, in difficoltà, con storie di immigrazione. Rispetto a tali problematiche il Piano nasce già come autentico laboratorio di ricerca-azione sulle problematiche della marginalità, e si propone come efficace strumento per concrete azioni educative, sociali, formative e politiche, funzionali al rafforzamento della cultura della diversità, della solidarietà, dello sviluppo sostenibile.

Sebbene le risorse del PISL, in questa prima fase, risultino soprattutto indirizzate al recupero e alla riqualificazione di strutture edilizie esistenti, l’orizzonte del progetto è intrinsecamente molto più ampio, e lascia intravvedere inedite prospettive di attivazione di risorse sociali, economiche, culturali, finora inespresse dal territorio. Forse proprio per questo, la consegna del Pisl agli uffici della Regione è stata accompagnata dalla soddisfazione generale di tutti i soggetti coinvolti. A questo punto, il successo reale dell’iniziativa sarà inevitabilmente legato alla capacità delle comunità, nell’accezione più ampia, di accoglierne e condividerne lo spirito e la prospettiva, il suo portato più sostanziale.

L’Arch. Guido Mignolli ha relazionato, nella sala consiliare dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, davanti ai rappresentanti del Partenariato di Progetto che hanno approvato la proposta del PISL, ripercorrendo l’impegnativo processo di individuazione dei fabbisogni territoriali e illustrando gli obiettivi, le strategie e gli investimenti previsti dal progetto. Ha così giustamente raccolto l’apprezzamento unanime per l’eccellente lavoro di coordinamento tecnico svolto da tutta la Struttura del GAL Serre Calabresi. Anche Giuseppe Pitaro, Sindaco di Torre di Ruggiero, Comune Capofila del PISL, ha palesato il proprio compiacimento per il risultato raggiunto ed ha ringraziato il GAL per il supporto e il sostegno ricevuto. Non resta che sperare, adesso, in una rapida approvazione definitiva da parte dell’Organismo regionale di un progetto così complesso e rilevante, mentre cresce, attorno al Piano, un interesse sempre più di livello nazionale, e il Partenariato promette di arricchirsi con ulteriori, qualificate, adesioni.

Gal e Università: prove tecniche di sviluppo

Il Presidente del Gal Serre Calabresi-Alta Locride, Renato Puntieri, è volato a Roma per la firma di un’importante convenzione con il Dipartimento DATA (Design Tecnologia dell’Architettura Territorio e Ambiente) dell’Università di Roma La Sapienza.

Com’è noto, il PSL Terrae Nostrae, in coerenza con i contenuti del Piano di Sviluppo Rurale della Calabria 2007-2013, prevede una serie di interventi (DIRCA, “Distretto Rurale per la Cultura e l’Accoglienza”. Marchio d’area per la promozione del turismo rurale; Itinerario del gusto. Promozione dei prodotti delle microfiliereAtlante del paesaggio rurale. Ricerca e catalogazione degli insediamenti e dell’architettura del lavoro; OSCAR, “Osservatorio di cultura ambientale e sviluppo rurale”. Sportello informativo per la popolazione locale e le imprese; ‘Impronte sul territorio’. Ideazione e progettazione del sistema integrato di promozione del territorio; ‘Dalla nostra terra alla nostra tavola’. I mercati contadini) che il GAL deve realizzare operando direttamente (progetti “a regia diretta”) con la propria struttura tecnica e avvalendosi di collaborazioni scientifiche qualificate, che possano sostenere, attraverso un percorso di studio e pianificazione, un impegno che tende a innescare processi di crescita capaci di oltrepassare l’orizzonte stesso del singolo progetto.

La convenzione appena firmata assegna al Dipartimento romano un ruolo di coordinamento scientifico nell’ambito dei programmi menzionati, e lo impegna ad operare secondo le linee progettuali già approvate dal GAL. DATA sosterrà il GAL nella definizione e nella realizzazione delle attività operative dei singoli interventi, nella prospettiva di un piano integrato di sviluppo del territorio di riferimento e delle sue aree rurali. In particolare DATA, attraverso il suo responsabile scientifico designato, il Prof. Manlio Vendittelli, farà parte dell’organismo di Coordinamento generale dei progetti, insieme ai rappresentanti delle strutture tecniche e di amministrazione del Gruppo di Azione Locale.

Si tratta del primo passo di un percorso che il GAL ha avviato per potenziare il proprio ruolo di agenzia per lo sviluppo. Uno sforzo di ricerca applicata, a sostegno delle esigenze di crescita delle aziende, degli enti locali, dell’intera comunità. Il Gal ha del resto in cantiere ulteriori accordi di partenariato per mandare a effetto concrete azioni di ricerca e sviluppo socio-economico del territorio.

Lavoro a ritmo ascendente

Lavoro sempre più a ritmo ascendente per il GAL “Serre Calabresi-Alta Locride”, che tenta un dialogo per quanto possibile stringente e proficuo con il suo territorio di riferimento.

E’ di questi giorni la firma, acquisito il parere di coerenza programmatica dall’Autorità di Gestione del PSR Calabria, delle convenzioni con i beneficiari del secondo bando della Misura 227 del PSL Terrae Nostrae “Camminando per il bosco”: il Comune di Soverato intende ripristinare la sentieristica del suo giardino botanico sulla via Panoramica, mentre Guardavalle curerà la realizzazione del percorso didattico “Zessi”. Girifalco ha previsto la realizzazione di una recinzione e di un’area di sosta in località “Rimitello”, e altrettanto si propone di fare Cortale nell’area boscata di San Cosimo. Tutti e quattro gli interventi prevedono una spesa, interamente finanziata, che si aggira attorno ai 15.000 euro, e le convenzioni assegnano 180 giorni per la conclusione dei lavori entro 180 giorni dalla firma. i Comuni di Cenadi, Olivadi, San Vito e Camini, intanto, transitano nella graduatoria definitiva del 3° bando.La firma della convenzione con i rappresentanti del Comune di Girifalco

Il Presidente Puntieri si appresta a sottoscrivere le convenzioni anche per le  Misure 311/2  “Fattorie Aperte”, e 311/1 “Agriturismo”. Quest’ultimo intervento ha restituito però delle somme residue, che ne suggeriscono la ripubblicazione sul BURC.

E’ stata invece approvata una graduatoria provvisoria per la Misura 312 azione 2 “Sostegno per la creazione e lo sviluppo delle micro-imprese commerciali”,  che diverrà definitiva trascorsi 15 giorni senza richieste di riesame. Fanno parte della graduatoria provvisoria quattro aziende di Amaroni, Olivadi, e Guardavalle. Anche quest’ultimo bando, considerate le somme residue, torna sul BURC.

L’ultimo CdA, infine, ha approvato il bando della Misura 323 “Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” che prevede interventi di salvaguardia con l’obiettivo di aumentare le capacità di attrazione delle aree rurali. Sono ammissibili investimenti tesi al recupero di edifici/strutture importanti dal punto di vista architettonico, storico, economico o culturale, facenti parte del patrimonio rurale, diretti a una utilizzazione pubblica del bene oggetto dell’intervento.

Come si vede un impegno a largo raggio. Tuttavia, la novità più interessante delle ultime settimane riguarda gli avvisi diramati per acquisire manifestazioni d’interesse in merito alla creazione e allo sviluppo di microfiliere di prodotti agricoli locali, e rispetto ad attività di valorizzazione e promozione del territorio.

Il primo dei due annunci si rivolge alle aziende (costituite o di nuova costituzione) del settore agricolo e agroalimentare interessate alla produzione e alla trasformazione dei prodotti già individuati dal PSL per la loro tipicità legata alla tradizione locale (prodotti senza glutine come mandorla, grano saraceno, miele, legumi, mais, liquirizia, luppolo e sesamo; nocciola; gelso e frutti di bosco; vitigni storici; maiale nero e latte di asina; bergamotto): il Gal intende contribuire a potenziare il sistema di microfiliera e creare le premesse per comportamenti culturali cooperativi che possano sprigionare nuove energie sociali ed imprenditoriali, anche attraverso la creazione di strutture comuni per il confezionamento, la certificazione, e la vendita.

Il secondo avviso riguarda invece le amministrazioni pubbliche, le associazioni, le organizzazioni, e ogni altro soggetto interessato a proporre idee con un adeguato grado di innovazione per la promozione del territorio. Progetti incardinati sulla memoria storica delle comunità locali e capaci di favorirne la conoscenza all’interno e verso l’esterno, che non manchino di analisi sulle risorse disponibili e sulle possibilità di innescare processi di partecipazione, crescita delle condizioni culturali, cooperazione tra gli attori locali.

I dati raccolti con questo tipo di indagine (già resa pubblica sul sito www.galserrecalabresialtalocride.it)  serviranno al Gal  non solo per definire meglio un quadro utile per assegnare, con i bandi che seguiranno, le  risorse disponibili. Più in generale, si tratta di mettere in moto un processo di conoscenza e di valorizzazione delle componenti territoriali, e di stimolare l’iniziativa e la crescita di tutta una serie di risorse umane e ambientali che aspettano di diventare produttive in chiave di sviluppo locale. Anche per questa ragione il GAL sta predisponendo una serie di incontri/forum nei 42 comuni del suo territorio con l’obiettivo dichiarato di offrire informazione sulle opportunità di finanziamento e di trovare e creare sinergie produttive e organizzative.